Adolfo Vettorello

DELTA

Delta di fiume, come un labirinto
di gore, di canali, di acquitrini.
Acqua che scorri lenta verso il mare
o che risali
da lagune salmastre e che ti insali
al ritmico montare di maree,
all’ondeggiare tondo della luna.
Si tuffano nell’acqua i cormorani
quindi ristanno al sole,
con un pesce in gola.
Le penne non sopportano due tuffi.
Ogni briccola infissa nel padule
é l’approdo sicuro d’un gabbiano.
Nella fanghiglia della prima pozza,
le zampe dritte e asciutte d’un airone
e l’isola di rosa: le colonie
di mille fenicotteri assiepati.
Somiglia alla mia vita il panorama
sconfinato di acque quasi immote
con l’apparenza di una quiete strana,
quasi una morte, come di malaria.
Ma nell’acqua e nel cielo che si fondono
nel cerchio sconfinato d’orizzonte
pulsano vite inquiete e si combattono
silenziose battaglie, senza eroi.

Adolfo Vettorello

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