Gino Zanette

Ci sono giorni così

Ci sono giorni che i ricordi
Sono balze di lino
Ondulate che la mano
Accarezza e ti passano
I suoni e le voci
Di Paesaggi filtrati
Da covi che avevi
Dimenticati. E ne vivi.

 

E ci sono giorni che la ricordi
E la saluti a denti stretti
E spezzeresti la mano
Esile che stringi,
E ti lascia serate di pioggia
E non sai dove
Eri. Due ruote sulla neve
E un balcone che si chiude;
Eppure c’erano sopra
Ebbri due pulviscoli d’oro
E due trecce fra i gerani
Esangui al davanzale:
Eri Un’altra che amavi.

Che giorni sono questi?
Girano a vuoto i passi
Sui confini di un tramonto
Grigio, infierito di cadenze
Inerti: le sue ore dilatate
Frenano i pedali dell’ansia
Il buio è nell’attesa
Che un suono rompa
I languori della noia
Perchè non mi nuovo?
Perchè non ti cerco?
Perchè inerme è la mia
Fame di felicità?

Ci sono giorni così
Passati senza lasciarti niente
Gino Zanette

 

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