imageda blogcamminare nella storia. Scendendo da Gessopalena e Torricella Peligna, “La strada costeggia ora la caratteristica rupe della Morgia, attraversa Torricella e raggiunge Fallascoso. Una breve deviazione permette di visitare l’area archeologica di Iuvanum e Monte dell’Irco. Scavalcato il crinale dei Pizi alla Fonte della Noce, la strada scende ora verso l’Aventino di fronte a uno straordinario panorama sulla Maiella. Prima di Palena, un bivio sulla destra ci porta alla terza tappa dell’itinerario: Lettopalena, un antico borgo medievale dei possedimenti feudali di Antonio Caldora, dei Di Capua e dei d’Aquino. Già danneggiato dal terremoto del 1933, il borgo è stato completamente distrutto un decennio dopo dalle mine tedesche. L’attuale abitato è stato ricostruito su uno sperone lungo la sponda destra dell’Aventino, dalla parte opposta rispetto a quella del vecchio abitato. Parcheggiata l’auto nei pressi del cimitero, la visita può iniziare dalla bella e silenziosa abbazia benedettina di Santa Maria di Monteplanizio, che risale all’XI secolo. Si segue ora la strada che volge verso il fiume con un’ampia curva, tra vecchie masserie e fontanili. Giunti al ponte, un sentierino scende sulle rive dell’Aventino, ricco in questo tratto di pozze d’acqua, scivoli e cascatelle tra grandi massi. Sulla riva sinistra si scoprono in alto le rovine del paese distrutto. Alcuni edifici sono ancora individuabili; altri sono ormai invasi e nascosti dalla vegetazione. Una stradina porta alle rovine della vecchia chiesa che conserva tratti di parete, un oculo e la zona dell’altare. La visita all’abbazia, alle rovine e la discesa al fiume richiedono circa 30-40 minuti.

Da Lettopalena si può seguire la vecchia strada che conduce, con una lunga serie di tornanti, alle “tagliate” della strada statale, poco a nord di Palena. Prendiamo la direzione di Lama dei Peligni e costeggiamo la base del Vallone di Taranta, dov’è la funivia che sale alla celebre Grotta del Cavallone. Immediatamente dopo la galleria, svoltiamo a destra per chiudere il nostro itinerario con la visita al Sacrario della Brigata Maiella. Il Sacrario è stato inserito in un’ansa della vecchia strada, a lato dell’attuale galleria. Un grande arco con catena introduce al viale alberato. Le rocce sulla destra recano incisi i nomi delle località che videro impegnati i partigiani della “Maiella”. Raggiunto il piazzale in fondo si può leggere su una lapide la motivazione della medaglia d’oro concessa alla Brigata e si può visualizzare su una mappa dell’Italia il percorso di guerra della Brigata, dall’alto Sangro fino ad Asiago. Una cappella in suggestiva posizione raccoglie i resti e ricorda i nomi dei patrioti caduti.”

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