(Primo premio nella sezione silloge – Premio Hombres IX edizione 2013)

13/08/1944 (dal cielo)

di Tiziana Monari

Sono rimaste lì
le mie scarpe rosse
tra quei mostri dalle fauci socchiuse
su pupille nere
su brine azzurre
rodendo il ticchettio del tempo
l’urlo fortificato di dolore

sono rimasti là
mucchi di membra,di occhiali, di vestiti
I merletti cuciti della nonna
a uomini orfani di tutto
inginocchiati a ricucire un’illusione
nell’ombra fredda di lampi e di catene.

E’ sempre sera sulla soglia della chiesa
non ci sono nidi, nè fronde di castagno
una battigia
in un mare dietro a perdifiato

solo fucili e scarabocchi
il tacere
di frastornate ali di falena
mille occhi nella stessa direzione
uno scalpiccio in gabbia

non ci sono mani sporche di gelato
solo cuori sordi
coniugati alla memoria

e la morte che cammina a bocca larga
adesso tocca a Maria
urla Antonio
poi a Lisa,a Paulina

Io vedo tutto dalle nuvole del cielo
scrivo con la ruggine del sole
parole erose dal maestrale

e piango l’orrore
in una sola lacrima
che mi contiene tutta.

promocarrie