Sezione poesia – PH 2014

Sezione Poesia

Prima classificata

Dove volano gli aquiloni

di Rita Muscardin 

Narra il vento con gelida voce di tempesta

segreti rubati ai sospiri della notte.

Un sorriso disegnato dietro a una lacrima

per fermare il passo del tempo

e nascondere l’inganno dei giorni.

Nate all’ombra di un sogno, laggiù ad oriente

dove il mare è dolce nenia di conchiglia

e infinite lune brillanosulle dune profumate di sabbia.

Donne invisibili nascoste dietro a veli,

prigioniere di un’ideanel crepuscolo di un tramonto

mentre lenta si consuma,fra muri di silenzi,

l’agonia di stagioni mai sbocciate.

Ignoti i loro passi al cuore della terra,

sul viso un’innocente euforia

e sulle labbra strette memorie di sorrisi.

Forse sognano di fuggire

e pensano ad un mare lontano

dove le onde sussurrano un canto di stelle

e gli aquiloni volano nell’azzurro

fino a svanire nel grembo dell’infinito.

Ma Sharazad non ha più fiabe da narrare

per sconfiggere la notte.

Mani di falce hanno fatto scempio di quei sorrisi

e solo una sottile traccia di dolore

resta nel ventre della sera.

Adesso le puoi scorgere nell’arco del cielo

dove si perde l’ultimo raggio del tramonto,

indossano vestiti di fiori e sandali di sabbia

e con le dita sottili accarezzano capelli di vento.

Una barca le conduce oltre le nuvole,

la rotta è già tracciata e l’onda è quieta.

Dolce è l’approdo sulle rive del cuore

per ascoltare l’eco del mare

e svanire nel candido splendore dell’aurora.

 

Motivazione

L’atmosfera evoca un ambiente onirico e marino dove le sensazioni e i profumi di un mare simbolico si alternano a visioni e a sogni incalzanti; il primo elemento chiede aiuto al secondo in un reciproco sforzo di chiarezza e di tentativi interpretativi. Ancora una volta emerge un marcato ottimismo che si fa largo tra espressioni di luce e di approdi sicuri

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Secondo classificato ex aequo

A mio figlio

di Dario Marelli 

A mio figlio                              

Amo la solitudine nei giorni

in cui la pioggia sferza le persiane

si sfocano i contorni ed i profumi

e i tuoni rimbalzano tra i muri.

 

Non cerco la folla nelle piazze

la polvere e il rumore tra le case

bensì l’incanto di parlare adagio,

di una piuma che danza nel silenzio.

Ditemi del candore e l’innocenza

del bimbo che reclama la sua mamma

del crepitio di legna intorno al fuoco

della nenia a blandire la sua nanna.

Ditemi della nostalgia di nonno

fra una pipa e una nuvola di fumo

dello sguardo proteso a una carezza

sul dondolo che insegue il suo ritorno.

Sulla mensola foto color seppia

e una tivù in formato digitale

a raccontare il vento della vita

che riporta la sabbia in fondo al mare.

E dentro alla cornice in mezzo al cielo

il ricordo di un grande arcobaleno,

l’inizio, il senso, il fine della storia,

la mia mano che passa il testimone.

Cammineremo insieme il primo tratto

fino a superare il muro e la paura

di volare, poi te ne andrai da solo,

con passo lieve, appena più sicuro.

 

Amo la solitudine nei giorni

uggiosi di malinconia e rimpianto

e ancor di più quel figlio tanto caro

che tu volevi ed io non ti ho mai dato.

 

Motivazione

Il pensiero e il desiderio di una riflessione sul passato non indugia in nostalgiche malinconie, ma si proietta in un futuro illuminato da un presente ricco di certezze; il registro linguistico infatti non ama una facile retorica e predilige invece parole vere che rimandano a cose concrete e a gesti quotidiani.

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Secondo classificato ex aequo

Another day

di Luca Capannolo

 

Motivazione

Il percorso è chiaro: in apertura domina il dolore, il gelo del cuore si fa strada tra mille immagini e viene colorato da parole forti e suoni struggenti. Ma il passo è deciso nel suo cammino verso la ricerca di solarità e santità fino all’esplosione finale sancita dall’apparizione dell’Amore e della speranza di una sicura rinascita.

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Terza Classificata ex aequo

Noi L’Aurora

di Angela Caccia 

E’ fisiologico: il figlio dovrà “uccidere” il padre perché la sua personalità trovi spazio, cresca e si consolidi.

Dall’angolo, il genitore seguirà il suo percorso di crescita.

 

A volte il cammino si ferma: troppi i cocci da riassemblare, la notte è più buia -omologa ogni strada- e si fa basso il rumore del sangue nelle arterie… Spetterà al genitore spezzare i denti di silenzi che attaccano e lo mordono, soffiare vita in parole senza più senso, puntare un dito ad est: ritto e fermo, finché negli occhi di entrambi non brillerà all’unisono il giorno.

NOI L’AURORA

E chiedi a me

il senso della vita …

 

a me

che ho mille risposte

e nessuna

– forse una certezza:

di lui, mio padre,

mi resta un’orma fonda

e la sua morte.

 

Un rubino il sole stamattina

il cielo lo reggevano gli alberi

 

un abbraccio questa notte d’estate

ci raccoglie nella stessa nota

dolcissima e muta

raccorda cuori

sfuma parole  …

 

Restiamo insieme

ti prego

in quei pensieri informi

ciottoli che si staccano

da un monte, rumori sordi,

alcuni senza tonfo

rapiti da una pietosa luna

 

e insieme

nell’ultimo spicciolo di notte

saremo noi l’aurora

gli occhi puntati ad est

e il fiato corto.

 

Motivazione

Il tema toccato dalla lirica una tappa ineliminabile della nostra esistenza che ci porta a ripensare il nostro rapporto con un genitore ormai assente; l’autore sa interpretare questa riflessione con affermazioni velate e silenzi che nascono dal “ bianco della pagina” che a loro volta alludono a reticenze e frequenti “non detti” frutto di paure e tensioni mai risolte. Degno di nota è il finale in cui emerge un senso chiaro  di apertura e di equilibri orami raggiunti.

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Terza Classificata ex aequo

Amal

di Floredana De Felicibus

AMAL

Mai più tornerai nel Daraa a schiudere il varco acerbo

della tua giovinezza, hanno tolto le radici, fragili,

dal tuo germoglio di vita,

non esploderanno dai tuoi rami i frutti del domani.

E non basterà il silenzio delle bombe, oggi,

a lenire le lacrime di un defraudato grembo,

né il silenzio che attende una ciotola di grano caldo

a gettare fango sulla tua memoria.

Mortificate le tue membra

dalla crudeltà dei tuoi stessi padri

e dall’indifferenza di questo mondo

che troppo spesso, osserva e tace, distrattamente

mentre esseri umani ridotti a brandelli

sprofondano nel torpore delle loro menti.

No, tu non tornerai a dare voce

alle tue albe, né ai tuoi tramonti,

né a sperare e a lottare per un ideale.

Aleggerai impalpabile in altre dimensioni,

il tuo urlo di dolore rimarrà sopito

come il tormento per il domani.

Tu non ci sarai e già sale in cielo

un altro bagliore, non della tua innocenza

fattasi ormai raggio d’alba,

ma di barbagli di venti perversi tornati

a spegnere per sempre l’arsura del tempo.

Tu hai conosciuto, Amal, una terra

dove l’uomo gioca enigmi crudeli di vita,

non ti hanno raccontato di fiabe

dove passi di spighe germogliano al sole

e bimbi come te giocano in un mondo inventato di fiaba.

Sappi che come soffio trascendente anche tu vi resti dentro

coi pensieri anelanti a barbagli di luna,

coi tuoi respiri  liberi e puri.

La terra, Amal, è la nostra anima

e noi per sempre vi rimarremo dentro.

Siamo custodi perenni della nostra Terra!

 

Motivazione

La lirica è un inno disperato alla terra, alle radici che ognuno porta con se, ai ricordi che lascia in questa vita troppo spesso ingenerosa nei confronti  di popoli martoriati dalla guerra e votati al sacrificio; le parole/chiavi rimandano a dolori inespressi, a silenzi soffocati, a uomini offesi nei quali sembra dominare un’eroica rassegnazione verso un destino ineluttabilmente avverso

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Segnalati dalla Giuria

Segnalata. Di là dalla finestra il mare di Maria Pia De Martino di Isernia

Segnalato. In ricordo di te di Angelo Cocozza di Napoli

Segnalata. Vecchie pietre di Elena Malta di Pianella (Pescara)

Segnalata. Canto nel vento della ginestra di Caterina Franchetti di Reggio Emilia

Segnalato. Di gigli e di bianco di Paolo Lorussi d Monopoli (Bari)

Segnalato. Sedici ottobre di Pietro Catalano di Roma

Segnalata. Pongo uno sguardo di Daniela Basti di Roma

Segnalata. Perchè… (le stragi del sabato sera) di Aurora Cantini di Gazzaniga (Bergamo)

Segnalata. Fiume d’amore di Silvana Zuccarini di Pescara

Segnalato. Il meccanico clochard di Antonio Cirillo di Barga (Lucca)

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